Bilancio e relazione di missione


La Fondazione crede fermamente nella trasparenza e nel dovere di rendere pubblico l’impiego dei contributi ricevuti. Qui trovi l’archivio dei bilanci e delle relazioni di missione.

I numeri del 2015

Nell'anno è continuata con intensità l'attività della Fondazione nei diversi campi in cui opera

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Per quanto riguarda l’assistenza ai bambini affetti da patologie non curabili nei paesi di origine, le accoglienze sono state di 34 pazienti e 47 familiari accompagnatori. Dati in linea con il 2014, che hanno comportato i seguenti servizi erogati alla popolazione delle case di accoglienza e di cui la Fondazione si è fatta carico:

  • quasi 17.600 pasti serviti;
  • 550 accompagnamenti a visite ambulatoriali e di controllo;
  • 130 accompagnamenti a ricoveri e prelevamenti ospedalieri;
  • 80 accompagnamenti da e per aeroporto;
  • 220 tra attività riguardanti pratiche burocratiche, intrattenimento, etc.

Tale intensa attività viene svolta con l’unità operativa definita dal Consiglio di Amministrazione nel 2013 consistente in 3 operatrici di cui una volontaria e oltre 40 volontari con impiego costante.

Le stesse forze si impegnano anche sul fronte dell’assistenza al disagio sociale, settore in convenzione con il Comune di Trieste rinnovata agli inizi dell’anno. Su tale fronte gli assistiti sono stati mediamente 18 secondo le indicazioni del Comune di Trieste e sono alloggiati in strutture protette per le quali la Fondazione sostiene il carico dell’affitto e delle utenze oltre ad altri sussidi (alimentari, scolastici per i minori, etc.).

Esclusivamente volontari si occupano del centro di recupero e distribuzione beni a bisognosi di via Valdirivo cui sono registrate oltre 1.400 persone che usufruiscono di quanto raccolto.

A fronte di ciò c’è un back-office collaudato costituito da 2 persone che curano, oltre alle pratiche burocratiche, i rapporti sanitari ed economici con il Burlo Garofolo ed altri adempimenti, anche l’amministrazione e la contabilità.

Nell’anno, punti qualificanti sono stati gli sforzi economici della Fondazione nelle seguenti direzioni:

  • spese sanitarie e medicinali – 53.000 €
  • interventi umanitari per le persone in difficoltà – 47.000 €
  • locazioni degli immobili (per le case di accoglienza, le residenze a soggetti in disagio, la sede ed il centro di recupero beni) – 56.000 €
  • utenze degli immobili di cui sopra – 16.000 €
  • spese automezzi – 21.000 €

Quanto alle risorse per far fronte a tale complessa attività, va detto che da alcuni anni si assiste ad un calo delle elargizioni ordinarie (nel 2015 meno 18% rispetto al 2014) che non riescono a compensare i costi di una struttura che sta sobbarcandosi un enorme lavoro ed è il minimo necessario di organizzazione per un’assistenza così complessa e su tanti settori.

A fronte di questo calo che a lungo termine potrebbe porre in difficoltà, finora si è potuto proseguire in tranquillità grazie ad alcuni lasciti testamentari. Ma il futuro preoccupa.

Ed è perciò che la Fondazione sta investendo in comunicazione, per rendere più visibile l’enorme lavoro che la struttura sta facendo e che appare anche da questo scritto.