Storia

Il 28 gennaio 1994 tre inviati della sede Rai di Trieste – Marco Luchetta, Dario D’Angelo e Alessandro Saša Ota – vengono uccisi a Mostar nel corso di un bombardamento.

I tre si trovavano in Bosnia per realizzare un servizio sui bambini vittime della guerra. Meno di due mesi dopo, il 20 marzo 1994, l’operatore triestino Miran Hrovatin cade in un agguato nei pressi di Mogadiscio (Somalia) assieme alla collega Ilaria Alpi.

La Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin nasce in quelle settimane, sotto forma di Comitato, per ricordare in modo concreto gli amici scomparsi. Amici e familiari decidono quindi di indirizzare l’attività a sostegno dei bambini vittime della guerra.

Scopo della Onlus è garantire le cure necessarie ai piccoli feriti o colpiti da malattie difficilmente curabili nei Paesi di origine. Dal 1994 più di 500 bambini hanno alloggiato nelle strutture della Fondazione, accompagnati dai loro familiari.

In questi anni la Onlus è diventata un punto di riferimento internazionale. Vista la crescita delle attività e l’aumento esponenziale delle richieste di aiuto, la Fondazione si è dotata di tre centri di accoglienza, capaci di ospitare fino a 56 persone nel rispetto degli spazi di ciascuno.

zlatko

Zlatko

Il primo ospite della Onlus è stato il piccolo Zlatko, il bambino di quattro anni che si trovava con Luchetta, Ota e D’Angelo al momento dello scoppio della granata. Miracolosamente illeso, Zlatko è sbarcato a Trieste nel luglio del 1994 assieme alla madre, per ricongiungersi poche settimane dopo al padre rifugiato in Svezia.

Nel corso di questi anni, la Fondazione ha realizzato anche numerosi interventi di sostegno all’estero, contribuendo all’acquisto di medicine e apparecchiature mediche o al finanziamento di scuole, ambulatori, mezzi di trasporto e così via. Con l’inasprirsi della crisi e il conseguente allargamento delle sacche di povertà in Italia, la Onlus ha esteso il proprio campo di azione al sostegno delle famiglie locali che si trovano in condizioni di particolare difficoltà.

Dal 28 gennaio 2013 la presidenza è stata assunta da Daniela Luchetta, moglie di Marco. 

LOGO

Nicoletta Costa

Il logo della Fondazione è un dono della disegnatrice triestina Nicoletta Costa. L’opera di Nicoletta prende spunto dal disegno di un piccolo ospite della Fondazione, che aveva immaginato una casa “animata”, capace di abbracciare e proteggere i suoi inquilini.

Tullio Altan

Nel 2013, in occasione della 10a edizione del Premio giornalistico Marco Luchetta, Tullio Altan ha dedicato alla Onlus un disegno personalizzato della Pimpa.

Premio Luchetta

Dal 2004 la Fondazione ricorda Marco, Saša, Dario e Miran con un premio giornalistico internazionale.

Il premio intende valorizzare una certa idea di giornalismo, quel giornalismo «che scruta, approfondisce, comprende e non si astiene dal partecipare, sotto il profilo dell’umana solidarietà, alle tragedie che coinvolgono le popolazioni inermi».

Un tributo alla professionalità e al coraggio di chi non esita a condividere, all’insegna dei valori di solidarietà, fratellanza e rispetto dei diritti civili, in cui Marco, Saša, Dario e Miran credevano profondamente.

Il Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta si svolge sotto l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica.