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Trieste consegna alla Fondazione Luchetta il 50° ‘San Giusto d’oro’

«Abbiamo voluto dare il giusto riconoscimento a un gruppo di donne e uomini che hanno saputo trasformare due tragedie, quelle di Mostar e di Mogadiscio nel 1994, in una preziosa iniziativa di aiuto, solidarietà e speranza»

Una fortissima emozione ha messo a dura prova la Presidente della Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, Daniela Schifani-Corfini Luchetta. Con la statuetta di San Giusto in mano, ha dovuto interrompere più volte il proprio discorso davanti ai numerosi cittadini e autorità presenti nella Sala del Consiglio Comunale di Trieste. Un’emozione che tutta la sala ha sentito e condiviso, e che da 24 anni anima l’intera Fondazione Luchetta.

«Oggi gestiamo — ha detto Daniela Luchetta — tre centri di accoglienza e siamo presenti nel tessuto sociale della città attraverso la microarea di Montebello e una convenzione con il Comune di Trieste, attraverso la quale aiutiamo famiglie con minori in difficoltà. Voglio però ricordare soprattutto i 700 bambini e i 950 accompagnatori, fra genitori, fratellini, zii e nonni che hanno riempito i nostri centri in questi anni. Bambini che nella quasi totalità sono tornati a casa guariti e che quasi sempre riusciamo a seguire a distanza, inviando farmaci o richiamandoli per i controlli. E’ bellissimo vederli cresciuti e poter toccare con mano il risultato del nostro aiuto. Purtroppo — ha concluso la Presidente — sembra che alla Fondazione il lavoro non mancherà mai e per questo è così importante che le persone continuino ad avere fiducia e a sostenerci. Questo premio è un riconoscimento al nostro lavoro, ma anche alla solidarietà e alla fratellanza, in un momento drammatico in cui si stanno moltiplicando i segnali di chiusura».

Il San Giusto d’oro, nato nel 1967, è organizzato dall’Assostampa Fvg con il Gruppo Giuliano Cronisti e con la collaborazione del Comune di Trieste e della Fondazione CrTrieste. Vengono premiati persone o realtà che si sono distinti per aver portato alto e dato lustro al nome della città di Trieste in Italia e nel mondo.

«Premiando la Fondazione — ha spiegato il presidente dell’Associazione della Stampa del Friuli Venezia Giulia, Carlo Muscatello — abbiamo voluto dare il giusto riconoscimento a un gruppo di donne e uomini che hanno saputo trasformare due tragedie, quelle di Mostar e di Mogadiscio nel 1994, in una preziosa iniziativa di aiuto, solidarietà e speranza».

A fare gli onori di casa sono stati il vicepresidente del Consiglio comunale di Trieste Igor Svab, e l’assessore alla Cultura Giorgio Rossi.

«Penso che questo riconoscimento testimoni il valore di persone che sono andate in cerca della verità e che per la verità hanno dato la loro vita — ha dichiarato Rossi –, è da questa tragedia è nato qualcosa di straordinario: da una situazione di morte è nata una risurrezione, una speranza, una volontà che tutto non finisse lì. La risposta alla tragedie di Mostar e Mogadiscio è diventata, attraverso questa Fondazione, una preziosa iniziativa di solidarietà e speranza. La risposta alla tragedia, alla miseria dell’umanità, avviene solo e soprattutto se ripartiamo con un senso di speranza per il nostro futuro e questo siete riusciti a fare».

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