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Rassegna stampa: la delegazione Yazida in visita alla Fondazione Luchetta

Dopo essere stata ricevuta giovedì alla Camera dei deputati, il 27 maggio 2016 la delegazione della Comunità curda yazida ha visitato il nostro Centro di via Valussi che da martedì ospita quattro bambini yazidi con i loro padri.

Di seguito la Rassegna stampa:

Leggi cliccando qui il nostro comunicato stampa

Gli articoli del Piccolo:

Il Piccolo 28.05.16

Il Piccolo 28.05.16

L’articolo del Piccolo del 27.05.16: clicca questo link

I lanci dell’Agenzia Cronache Regione:

Roma, 26 mag – Una serie di collaborazioni concrete quelle che
potranno vedere protagonista la Regione Friuli Venezia Giulia nel
sostegno alla Comunità yazidi, di cui il novanta per cento della
sua popolazione vive nei campi profughi del Kurdistan iracheno.

Questo l’esito del tavolo tecnico di confronto che si è riunito
oggi a Roma nella sede della Regione di piazza Colonna e al quale
ha preso parte la delegazione della Comunità Yazidi che si è
confrontata con il Servizio regionale delle Relazioni
internazionali e con la Direzione Generale per la Cooperazione
internazionale allo Sviluppo del Ministero degli Esteri.

Nel corso dell’incontro, oltre alle collaborazioni con la
Fondazione Luchetta, che, in attesa di altri arrivi, sta
ospitando quattro bambini yazidi con i loro genitori, e con
l’Associazione Bambini del Danubio che ne sta accogliendo altri
due, sono emersi diversi campi d’azione dove la Regione può
mettere in campo la propria competenza e la propria esperienza
nel contesto di un’opera umanitaria di estrema importanza per
quell’area.

In primo luogo replicare le buone prassi del progetto di
cooperazione “L’Aurora in Siria” che, nella situazione di estrema
difficoltà dei campi profughi in cui sono rifugiati gli Yazidi,
potrebbe offrire un importante sostegno alla popolazione: in
particolare formando gli operatori locali nel supporto
psicologico e attivando progetti di reinserimento delle donne
vittime di violenze.

C’è poi il dramma sofferto dai bambini liberati dal vero e
proprio lavaggio del cervello operato dagli estremisti islamici:
un abuso che in molti di loro ha causato un grave trauma nel
percorso di crescita; così come le donne rapite, soggette ad ogni
genere di odiosa violenza, che poi hanno trovato la via della
fuga dalla prigionia, ma che vivono con lo shock indelebile di
quanto subito. In questo – è stato sottolineato – l’esperienza e
la competenza della struttura sanitaria regionale, e di Trieste
in particolare, può essere di supporto per un’assistenza di tipo
psicologico.

E’ emersa anche l’opportunità di fornire un supporto alla
conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale e
archeologico della Comunità yazidi, ottimizzando i risultati già
ottenuti dal programma “Terra di Ninive – PARTeN”, iniziativa
congiunta Regione Fvg-Ministero degli Esteri per la salvaguardia
dei monumenti e dei reperti nella Mesopotamia settentrionale.

Infine, c’è la possibilità che l’intervento della Regione,
essendo stato sottoscritto un accordo quadro Friuli Venezia
Giulia – United Nations Devolpment Program, possa essere inserito
nell’ambito delle azioni promosse dalle agenzie del sistema Onu e
Unicef, al fine di supportare azioni specifiche a livello
internazionale anche in quella zona dell’Iraq.
ARC/GG/ppd

261921 MAG 16

 

Roma, 26 mag – La commozione, ma anche la fierezza, di Vian
Dakhil Saeed, deputata del Parlamento iracheno che, davanti ad
una platea di colleghe italiane, ha raccontato il dramma degli
yazidi, la Comunità di origine kurda vittima di una feroce
persecuzione da parte degli estremisti islamici dell’Isis.

Storie di donne rapite e successivamente ridotte a schiave, dopo
che i loro uomini sono stati uccisi a sangue freddo dalla follia
dell’integralismo. E a questo destino crudele anche i bambini non
fanno eccezione: rapiti anch’essi e sottoposti ad una conversione
forzata alla violenza, con lo scopo di farne dei piccoli soldati
da mandare al macello in nome della guerra santa.

Con questa narrazione Vian Dakhil Saeed ha aperto il suo
intervento all’incontro organizzato oggi alla Camera dei deputati
dedicato alla Comunità yazidi e alla situazione di emergenza
umanitaria del Kurdistan iracheno. All’appuntamento hanno
partecipato, fra gli altri, la presidente della Regione Friuli
Venezia Giulia Debora Serracchiani, l’onorevole Gianna Malisani,
promotrice dell’iniziativa, Marietta Tidei dell’Organizzazione
per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) e Marzio
Babille, medico ed esperto dell’Agenzia italiana per la
Cooperazione e lo Sviluppo.

Un popolo che per il novanta per cento è sfollato dalle proprie
case che oggi non esistono più, perché distrutte, e che si trova
a sopravvivere nei campi profughi dove le condizioni igieniche e
la mancanza di medicinali si stanno facendo ogni giorno più
pesanti. Dall’agosto del 2014 – ha spiegato la deputata irachena
– oltre seimila yazidi sono stati rapiti e ancora oggi quasi
quattromila sono ancora nelle mani degli jihadisti, mentre le
vittime dello sterminio ammonterebbero ad oltre tremila.

E in questa catastrofe umanitaria, la Regione Friuli Venezia
Giulia ha saputo dare un segnale concreto di conforto, grazie a
Marzio Babille, il quale ha organizzato il trasporto e il
ricovero di sei bambini yazidi gravemente ammalati all’Ospedale
Burlo Garofolo di Trieste, in collaborazione con la Fondazione
Luchetta che ospita i genitori.

Di “massacro deliberato” ha parlato proprio Marzio Babille,
evidenziando l’impegno che la Comunità internazionale deve
assumersi nella ricostruzione non solo infrastrutturale, ma anche
sociale, per garantire la pacifica convivenza in quella terra
martoriata.

Ricordando il significato e l’importanza dell’inizio di un
cordone sanitario che vede protagonista il Burlo Garofolo la
presidente Serracchiani ha manifestato pieno sostegno nel
sensibilizzare Parlamento e Governo per una serie di azioni in
aiuto agli yazidi, anche nell’ambito degli accordi che la Regione
ha sottoscritto nel campo della cooperazione internazionale.

Fortemente decise a sostenere la causa degli yazidi Marietta
Tidei, membra della delegazione parlamentare dell’Organizzazione
per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), e Gianna
Malisani, che a chiusura ha ricordato la mozione depositata alla
Camera per il riconoscimento del genocidio perpetrato ai danni
della Comunità yazidi.

In precedenza, nella mattinata, la delegazione si è incontrata
con il sottosegretario Amendola, il quale ha ricordato il massimo
impegno del Governo italiano in Iraq ribadendo che il futuro del
paese è un’unità che riconosca e rispetti le differenze. Per
questo c’è bisogno di istituzioni e sicurezza, quella che le
nostre Forza Armate garantiscono anche formando la polizia locale.
ARC/GG/ppd

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